Un regime dietetico sano, volto al mantenimento o al recupero della forma fisica, si basa anche sull’impiego di “cibi funzionali”.

 I cibi funzionali, e il regime dietetico che deriva dall’impiego prevalente di questi, determinano:

– nelle persone sane (in funzione della persona, delle sue caratteristiche e del suo stile di vita): maggiore vigoria, migliore risposta agli stress (psichici e fisici), aumentata prevenzione delle malattie,

– nelle persone non sane: integrazioni utili al raggiungimento di una condizione di vita migliore, ma le variabili in causa sono numerosissime, quindi per ogni persona e per ogni patologia è indispensabile individuarne i cibi funzionali idonei.

(http://agraria.unipr.it/didattica/att/d01d.file.pdf e http://www.cerealicoltura.it/alifu/pdf/A2_Alimenti_funzionali.pdf).

Sono numerosi gli studi riguardanti la nutrigenomica (http://http://www.torinoscienza.it/dossier/nutrigenomica_4713.html) che consiste nelle: acquisizioni in materia di biologia che hanno portato a identificare, quantificare e comprendere i meccanismi d’azione dei differenti tipi di molecole che regolano tutti i processi biologici, prime tra tutte il DNA e l’RNA.

La nutrigenomica fonda le proprie radici nei cibi funzionali. La nutrigenomica  è una nuova scienza che parte dal presupposto, dimostrabile, che la dieta può avere effetti diversi su geni e funzioni proteiche. Si tratta di un fenomeno che è evidenziato dal fatto che ciascuno ha una propria risposta ai nutrienti: una stessa dieta può avere come effetto persone normopeso o soprappeso, persone con allergie o altre problematiche. Dunque l’obiettivo ultimo, e per ora ancora ideale, sarebbe di arrivare ad avere cibi particolari, in cui alcune proprietà benefiche possono essere opportunamente sviluppate, così da contribuire a ottimizzare la salute di ciascuno in accordo ai propri geni.

Qui gli studi più aggiornati del NUGO, il consorzio internazionale che raccoglie e coordina il lavoro di venti laboratori di ricerca internazionali sulla nutrigenomica. Le ragioni di un simile interesse risiedono in alcune semplici considerazioni: il patrimonio genetico di ciascuno di noi ha un’influenza sulla nostra suscettibilità a contrarre malattie. Affinché queste si manifestino, occorre però il concorso di fattori ambientali e comportamentali oltre a quelli genetici. L’alimentazione è da considerarsi un fattore ambientale che ha complesse interazioni con i geni (esempio emblematico è l’obesità, malattia che risulta essere multigenica – legata a più geni – e multifattoriale – legata a molti fattori tra cui l’alimentazione). Lavorare sulla nutrizione significa dunque poter migliorare lo stato di salute dell’uomo.

Consigli alimentari e ricette sul nostro forum.

INDICAZIONI GENERALI

Un’alimentazione sana per tutti prescrive solo 2 comportamenti:

  •  il consumo di 5 porzioni al giorno di frutta e verdura prescelte nei vari colori:

– http://www.centroconsumatori.it/43v187d970.html

– http:///www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_5_allegato.pdf

  •  l’eliminazione dei cibi spazzatura (junk food)

definizione

indicazioni FAO

  • Le linee guida per una sana alimentazione italiana – in generale – sono qui riassunte:

– http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_652_allegato.pdf

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